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La normativa italiana in materia di asilo

In meno di vent'anni la situazione dell'asilo è cambiata drasticamente. Da oggi i vigore il nuovo decreto legislativo - In meno di vent’anni la situazione dell'asilo in Italia è cambiata drasticamente, riflettendo nuove crisi, nuove realtà e nuovi rapporti internazionali e giuridici. Nel 1990, con la legge Martelli (l. n. 39/90), l'Italia ha abolito la riserva geografica alla Convenzione di Ginevra del 1951 - che limitava il riconoscimento dello status ai rifugiati provenienti dall'Europa - e si è dotata di una legge che ha regolato in parte la materia d'asilo.

Nel 1998 la legge Martelli è stata poi sostituita dalla legge Turco-Napolitano sull'immigrazione (D. Lgs. n. 286/98), che comunque non ha apportato modifiche sostanziali in materia d'asilo. Nel mese di settembre del 2002 è entrata in vigore la legge Bossi-Fini n.189 del 30 luglio 2002, di modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo. Le legge Bossi-Fini è stata pienamente attuata solo nell’aprile del 2005, a seguito del Regolamento attuativo del dicembre 2004 (D.P.R. 303/2004).

La legge 189/2002 ha influito notevolmente sulla materia dell'asilo, in particolare attraverso l’introduzione del trattenimento facoltativo e obbligatorio per i richiedenti asilo e di una procedura d’asilo semplificata che affianca la procedura ordinaria e l’istituzione di 7 Commissioni Territoriali - incaricate di determinare lo status di rifugiato - e di una Commissione Nazionale. Con la legge 189/2002, le Commissioni Territoriali hanno il compito di determinare lo status di rifugiato, mentre la Commissione centrale - che la ‘legge Martelli’ del 1990 aveva designato come titolare di tale compito - è ora diventata Commissione nazionale per il diritto d’asilo, con la funzione di indirizzare e coordinare le neo-istituite Commissioni territoriali. Le Commissioni Territoriali hanno sede a Milano, Gorizia, Roma, Foggia, Crotone, Siracusa e Trapani. Dai primi mesi del 2008 saranno in funzione anche le nuove Commissioni di Torino, Caserta e Bari.

Nel 2005, l’Italia ha anche recepito la Direttiva comunitaria 2003/9 recante norme minime relative all'accoglienza dei richiedenti asilo negli Stati membri. Il Decreto legislativo di attuazione della direttiva – D.Lgs. 140/2005 - ha lo scopo di stabilire le norme sull'accoglienza degli stranieri richiedenti il riconoscimento dello status di rifugiato nel territorio nazionale, in linea con gli standard europei e con il diritto internazionale dei rifugiati, in particolare la Convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati.

Il 9 novembre 2007, invece, il governo italiano ha emanato i decreti legislativi di recepimento della direttiva comunitaria 2004/83 recante norme minime sull'attribuzione, a cittadini di Paesi terzi o apolidi, della qualifica di rifugiato o di persona altrimenti bisognosa di protezione internazionale (c.d. ‘direttiva qualifiche’), nonché norme minime sul contenuto della protezione riconosciuta e della direttiva comunitaria 2005/85/CE recante norme minime per le procedure applicate negli Stati membri ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di rifugiato (c.d. ‘direttiva procedure’).

I due decreti modificano in maniera sostanziale le normative sull’asilo, abolendo, ad esempio, il trattenimento dei richiedenti asilo ed introducendo l’effetto sospensivo del ricorso contro il diniego della domanda d’asilo e la possibilità, anche per coloro cui è stata concessa una protezione umanitaria, di ottenere il ricongiungimento familiare.

Vedi il decreto legislativo 25/2008

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Domenica, 2 Marzo 2008 - unhcr.it


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