Addio alle legge Bossi-Fini
Presentata oggi dal Ministro dell'Interno e della Solidarietà sociale
La modifica della Bossi-Fini si e' resa necessaria perche' i meccanismi adottati dalla stessa legge per l'immigrazione hanno favorito uno sproporzionato ingresso di immigrazione clandestina nei confronti dell'immigrazione legale''. Lo ha detto il ministro dell'Interno Giuliano Amato presentando a Palazzo Chigi il ddl sull'immigrazione predisposto con il ministro della Solidarieta' Sociale Paolo Ferrero. Riforma che il titolare del Viminale ha definito ''necessaria''.
Mai piu' ''numeri al lotto'' per i permessi di immigrati ma previsioni ''piu' realistiche'', ha sottolineato Amato. Il decreto flussi avra' margini di ''flessibilita''' in particolare per le badanti, ha precisato. ''Sara' migliorata la qualita' dei numeri - ha affermato Amato - saranno previsioni piu' realistiche. La definizione dei numeri coinvolgera' associazioni e patronati, oltre che rappresentanti territoriali. Non avremo pero' piu' numeri al lotto ma cifre realistiche''. Per le badanti, in particolare, ''entro un limite prefissato ci potranno essere delle modifiche. Perche' se per le imprese il numero di lavoratori stranieri e' prevedibile non lo e' invece per le badanti. Ci sara' quindi un margine di elasticita''.
L'immigrato ''non e' un mafioso'': dunque ''non ha senso che esista un diritto criminale speciale per l'immigrato'', dice il ministro dell'Interno, sottolineando che se un immigrato ''fa un falso documentale, il suo falso vale quanto quello fatto da un cittadino italiano da sette generazioni''. Introducendo la parte del ddl in cui sono inserite le norme penali, Amato ripete che ''non sono stati cancellati i reati ma ricondotti al codice penale'' e ribadisce le critiche alla Bossi-Fini. ''La disciplina della Bossi-Fini - dice - aveva qualcosa che riflette forse delle ideologie, cioe' vedere nell'immigrato un potenziale nemico della legge con caratteristiche specifiche proprie''. Cambiamenti anche per quanto riguarda la figura del giudice chiamato a giudicare gli immigrati che commettono reati. ''Sara' il giudice ordinario e non il giudice di pace ad occuparsene'', spiega il titolare del Viminale, ''perche' riguarda i diritti della persona, che ce l'hanno gli immigrati come gli italiani di settima generazione''.
GIA' DA ORA ENTRERA' STAMPA NEI CPT
Senza attendere l'approvazione della legge, due imminenti direttive del ministro dell'interno permetteranno l'entrata della stampa nei cpt e la chiusura di alcuni di questi che sono ''di troppo''. Lo ha annunciato il ministro dell' interno, Giuliano Amato, sottolineando che le due direttive accolgono le proposte della Commissione De Mistura. Il ministro ha confermato che ''i cpt rimangono ma esclusivamente per coloro che si sono sottratti all' identificazione e che sono in transito tra la fase dell' espulsione deliberata e non attuata''. Amato ha anche sottolineato che rispetto all'identificazione, questa avverra' prima di mettere in moto i cpt''. Visto che i 3/4 di coloro che entrano nei cpt sono ex detenuti e quindi ''l'identificazione deve avvenire in carcere. Gia' la Bossi-Fini prevede identificazione in carcere ma poi in concreto questa norma non e' stata applicata''. I centri di accoglienza ci saranno ma non avra' una caratteristica repressiva. Rispetto all'entrata dei giornalisti nei cpt, il ministro ha detto sara' condizionata a richieste ai prefetti e dovra' essere organizzata. Per la chiusura dei cpt ''di troppo'' e' in programma una verifica.
Martedì, 24 Aprile 2007 - ansa






