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Una banda di circa 200 guerriglieri nell'Ogaden

Etiopia: assalto a pozzo di petrolio cinese - Nella battaglia con le truppe governative sono rimasti uccisi 65 etiopi e nove cinesi. Altri sono stati rapiti, tra cui sette cinesi
L’attacco è arrivato improvviso poco prima dell’alba. Una banda di duecento guerriglieri armati fino ai denti ha assaltato il campo della società cinese Zhongyuan Petroleum Exploration Bureau, impegnata nelle ricerche petrolifere vicino Jijiga (oltre 600 chilometri da Addis Abeba), in Ogaden la desertica regione sudorientale dell’Etiopia. Gli assalitori hanno messo il campo a ferro e a fuoco. Nella battaglia con le truppe governative sono rimasti uccisi 65 etiopi e nove cinesi. Altri sette cinesi e un numero imprecisato di lavoratori locali sono stati rapiti.
La notizia è stata confermata da Bereket Simon, consigliere del primo ministro etiopico, Meles Zenawi.

RIVENDICAZIONE - Bereket ha accusato l’Eritrea di essere la reale organizzatrice dell’eccidio, rivendicato con un comunicato dal Fronte nazionale di liberazione dell’Ogaden (Onlf) secondo cui «le infrastrutture del campo sono state completamente distrutte e le truppe governative spazzate via. L’Onlf – continua il documento – più volte ha avvertito che non permetterà ai regimi etiopici e a qualsiasi compagnia di sfruttare le risorse minerarie che appartengono al nostro popolo. I cinesi erano già stati avvisati». Mentre Bereket ha collegato l’eccidio al rapimento, in marzo, di cinque turisti (tra cui un’italiana) nella regione Afar da parte di un commando entrato in Etiopia dall’Eritrea e ha accusato esplicitamente Asmara di aver organizzato il tutto, l’Eritrea ha smentito vigorosamente le accuse.

OGADEN - Non c’è dubbio comunque che quella di martedì sembra la continuazione della guerra che si sta combattendo a Mogadiscio tra il governo federale di transizione somalo (massicciamente aiutato dall’esercito etiopico) e gruppi ribelli che fanno capo al clan hewiya e ai resti dei miliziani islamici, aiutati con armi e fondi dagli eritrei. L’Ogaden è una regione arida e desertica abitata dall’omonima tribù somala, dove nel 1977 è stata combattuta la guerra tra i somali, guidati dal dittatore Siad Barre, e gli etiopi guidati dal despota Mengistu Hailè Mariam. È lì che sono nati i primi gruppi islamici che parteciparono ai combattimenti nel nome di Allah contro i nemici cristiani. Già 30 anni fa si parlava di ricchi giacimenti di petrolio nel suo sottosuolo.



 

Giovedì, 26 Aprile 2007 - corriere della sera


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