Giovedì, 17 Maggio 2012| Il portale di riferimento per gli immigrati in Italia
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Il Cpta di Gradisca in contrasto con i nuovi indirizzi legislativi

Aperta la conferenza sull’immigrazione a Pordenone - L’assessore Roberto Antonaz chiederà al ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, e all’intero governo la chiusura del Centro di permanenza temporanea di Gradisca. Una struttura, ha detto Antonaz in apertura della conferenza regionale sull’immigrazione, in contrasto con i nuovi indirizzi legislativi. Proprio dall’assise pordenonese, apertasi ieri mattina in Fiera a Pordenone con la partecipazione di 500 persone e che si concluderà nella tarda mattinata di oggi con l’intervento del ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, giungeranno delle indicazioni al legislatore nazionale che sta affrontando l’argomento in seguito alla presentazione del disegno di legge firmato da Ferrero e Amato.

«Così come è avvenuto in regione con l’approvazione della legge sull’immigrazione – ha sostenuto l’assessore Roberto Antonaz – è necessario un cambio di rotta a livello nazionale, perché la Bossi-Fini non ha prodotto alcun passo in avanti sul tema dell’integrazione. Una nuova legge – ha aggiunto – che deve stabilire la chiusura dei Centri di permanenza temporanea come quello di Gradisca che incontrano la contrarietà della Regione. Al ministro Ferrero lo diremo chiaramente: noi vogliamo eliminare i cancelli e le sbarre e aprire le porte dei Cpt».

Antonaz ha parlato di un’integrazione possibile, sperimentata in Friuli Venezia Giulia «dove la conflittualità è bassa e la coesistenza alta, perché i friulani hanno nel Dna la disponibilità all’accoglienza».

La declinazione dell’integrazione, in campo sanitario, è stata fatta dall’assessore Ezio Beltrame, per il quale sono stati fatti molti passi in avanti: l’estenzione dell’assistenza sanitaria anche agli irregolari; l’istituzione dell’osservatorio regionale sulla salute degli immigrati; l’assegnazione di maggiori risorse ai Comuni per i minori non accompagnati.

L’effetto è stato quello di abbassare in 4 anni il tasso di mortalità neonatale degli immigrati a livelli fisiologici, grazie anche all’estensione dell’assistenza pediatrica pure ai clandestini, e di ridurre le interruzioni di gravidanza tra gli stranieri.

«Nuovi passi in avanti – ha aggiunto Beltrame – vanno fatti in termini di sicurezza sui luoghi di lavoro, soprattutto con una migliore informazione plurilinguistica nei cantieri».

Un argomento sul quale si è innestata la relazione dell’assessore alla Formazione, Roberto Cosolini, che ha parlato di flussi migratori che continueranno anche in futuro: circa 50 mila gli stranieri dipendenti, ai quali si aggiungono 10 mila imprenditori. Per Cosolini vanno rafforzati i percorsi di formazione (20 mila le persone che vi hanno già partecipato) per superare le criticità esistenti. In tal senso «è stato definito un accordo con le Prefetture per lo sportello unico degli immigrati; è stato avviato un accordo quadro con i datori di lavoro; sono state promosse intese per le domande telematiche relative a colf e badanti; va migliorata la sperimentazione relativa alla formazione nei Paesi d’origine».

Ma la richiesta di lavoro straniero non sarà solo despecializzata, ma anche d’eccellenza e per questo motivo «va attivato il sistema delle università e della ricerca per attrarre capitale umano d’eccellenza».
di Stefano Polzot

La Lega: vogliono spalancare le porte agli stranieri

Pordenone. Una passerella mediatica alla quale la Lega Nord risponde con una raccolta di firme “preventiva” contro il disegno di legge Amato-Ferrero che punta a disciplinare in maniera diversa il fenomeno immigrazione. E’ un giudizio duro quello del commissario del Carroccio per il Friuli Venezia Giulia, Fulvio Follegot, sulla conferenza regionale apertasi ieri mattina a Pordenone.

«Si tratta di una grande passerella mediatica – afferma – che sancisce come i governi nazionale e regionale cercano in ogni modo di spalancare le porte a una immigrazione sovradimensionata rispetto alle possibilità reali di integrazione sociale ed economica. Ad aprire e chiudere l’evento pordenonese sono quell’assessore regionale Roberto Antonaz, che ha varato in Friuli Venezia Giulia una legge che concede numerosi e contestati privilegi agli immigrati e il ministro Paolo Ferrero che, assieme al suo collega Giuliano Amato, è l’autore di un disegno di legge che di fatto aprirebbe le porte dell’Italia agli immigrati, reintroducendo la figura dello sponsor e dell’autosponsorizzazione».

Il disegno di legge proposto dal governo, per il Carroccio, «scardinerebbe quanto, con fatica, attraverso la legge voluta da Umberto Bossi, è stato fatto sin qui per legare l’ingresso in Italia a un contratto di lavoro. È un fatto acclarato che una immigrazione non controllata ed eccessiva porta quasi sempre alla creazione di gruppi etnico-religiosi chiusi, isolati, spesso in conflitto tra loro e con le popolazioni autoctone».

Secondo Follegot è necessario arrivare a una migliore applicazione della legislazione esistente: «Occorre riportare in primo piano i diritti dei residenti, delle famiglie locali, invece che concentrare risorse e servizi sull’immigrazione nel nome di un demagogico e pericoloso buonismo di facciata».

Proprio per manifestare il dissenso nei confronti della filosofia che sta alla base della conferenza regionale sull’immigrazione, ieri sera ad Azzano Decimo, durante la visita del coordinatore nazionale della Lega nord, Roberto Calderoli, è stato allestito un banchetto per la raccolta di firme in favore di una eventuale abrogazione del disegno di legge proposto dai ministri Ferrero e Amato qualora venisse approvato dal Parlamento. Altri punti di raccolta delle adesioni la prossima settimana a partire da Pordenone.



 

Sabato, 5 Maggio 2007 - meltingpot.org


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