Direttiva che introduce sanzioni contro i datori di lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare al fine di contrastare l’immigrazione illegale.
La direttiva approvata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio il 18 giugno 2009 che introduce le norme minime comuni relative a sanzioni e provvedimenti applicabili negli Stati membri nei confronti dei datori di lavoro che violano tale divieto.
Con l’introduzione della Direttiva 52/CE approvata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio il 18 giugno 2009, è vietato l’impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare al fine di contrastare l’immigrazione illegale.
Ecco i punti principali della direttiva cui i datori sono obbligati:
Prima dell’assunzione chiedere al cittadino di un paese terzo se risulta titolare di un valido permesso di soggiorno o altra autorizzazione di soggiorno;
Ai fini di eventuali controlli delle autorità competenti, conservare una copia del titolo di soggiorno almeno per tutta la durata dell’impiego;
Informare entro un termine fissato le autorità competenti designate, dell’inizio dell’attività lavorativa del cittadino di un paese terzo.
Sono previste sanzioni finanziarie che aumentano a seconda del numero di cittadini di paesi terzi assunti illegalmente ed il pagamento dei costi di rimpatrio.
Direttiva del 18 giugno 2009
Ue: giro di vite contro sfruttamento clandestini
La Commissione europea ha presentato una proposta di direttiva che introduce sanzioni contro i datori di lavoro che impiegano immigrati clandestini
Venerdì, 3 Luglio 2009 - a.p.






