Oltre 40mila donne vittime di infibulazione
La stima del ministero della salute
Secondo una stima del ministero della Salute in Italia ci sono oltre 40mila donne vittime di infibulazione, questo è quanto è emerso durante il lancio della campagna di sensibilizzazione "Mai più infibulata "promossa dal comune di Milano.
Nella regione Lombardia, Milano è una delle città con la più alta concentrazione di donne infibulate, i casi riscontrati sono oltre 300 in pochi mesi e vengono praticate in cliniche abusive, in rifugi, da stregoni, ma soprattutto in casa.
L'incubo della mutilazione genitale femminile segna la vita di oltre 90 mila donne, fra quelle già marchiate e quelle a rischio. E nel bilancio dell’infibulazione già subita o potenziale, si contano 26 mila over 40, maggiorenni più di 60 mila tra i 19 e i 40 anni, ma anche 400 bambine e 3.500 ragazze dai 14 ai 18 anni.
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In Italia l'infibulazione è considerato reato contro la persona, riconosciuto dalla Legge n. 7 del 9 gennaio 2006 .
Il governo egiziano nel 2008 ha approvato una legge che punisce i trasgressori con due anni di carcere e una pena pecuniaria fino a 50 mila lire egiziane (600 euro).
La lotta contro le mutilazioni genitali è una battaglia per la salute e il benessere psicofisico della persona. Queste pratiche causano complicanze a breve, medio e lungo termine legate soprattutto a patologie infiammatorie, ostetriche, psico-sessuali e a cicatrici che condizionano la salute della donna in modo permanente. Per questi motivi l'amministrazione comunale di Milano a messo a punto alcuni progetti rivolti ai genitori immigrati, con l'obiettivo, di stimolare la discussione e il confronto su un fenomeno culturale che, proprio in conseguenza dell’intensificarsi dei flussi migratori, è sempre più presente in Italia, eppure ancora troppo ignorato.
Lunedì, 8 Febbraio 2010 - a.p.





