Come si ottiene il nuovo permesso a punti?
Considerazioni sull'introduzione dell'accordo di integrazione
Introdotto con la legge 94, il cosiddetto pacchetto sicurezza, secondo molti esponenti politici e sindacali il permesso a punti trasformerà i diritti in doveri e sarà davvero dura arrivarci. Cosa prevede? Chi accederà al nuovo permesso a punti, stipulerà un "accordo di integrazione" con cui si impegnerà di fatto a centrare una serie di obiettivi prefissati.
Dovrà conoscere la lingua italiana e la costituzione, essere iscritto al sistema sanitario nazionale, mandare eventuali figli a scuola e avere regolare contratto abitativo.
Se alla fine dei due anni avrà ottemperato a tutte queste richieste otterrà i 30 punti necessari, altrimenti avrà un altro anno di tempo per conquistarli. Passati i 3 anni, secondo i ministri Maroni e Sacconi risulterebbe evidente che "l'immigrato non si vuole integrare" e quindi scatterebbe l'espulsione. Il sistema ovviamente prevede anche punti in meno per chi si rende colpevole di reati.
Le difficoltà che investono gli immigrati in questa disperata ricerca di "punti" sono davvero ardue. Partiamo dal contratto di affitto. E' già difficile avere un contratto di locazione registrato per un italiano, figuriamoci per un immigrato, anche se le pene sono state inasprite in questo senso. E chi lavora tutto il giorno, magari svolgendo più di un lavoro per sostenersi? Come potrà andare a scuola ed imparare correttamente la lingua italiana e la Costituzione?
Insomma un sistema simile è presente in paesi come Germania e Olanda ma lì il discorso è diverso, vi sono maggiori potenzialità di inclusione sociale che lo stato mette a disposizione per le categorie più svantaggiate. In Italia è un po' diverso.
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Lunedì, 8 Febbraio 2010 - a.p.
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Sinisa |
26/02/10 |
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