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Regolarizzazione 2009, non ammissibile per assunzione colf per meno di 20 ore

Da sommarie informazioni testimoniali è emerso che l'orario di lavoro era 'a chiamata' - La sentenza n. 2044 del 5 aprile 2012 del Consiglio di Stato è stata chiara. Deve essere respinto l’appello avverso la sentenza di primo grado che aveva rigettato l’impugnazione del rifiuto, opposto dall’amministrazione che riguardava la cosiddetta “Emersione colf e badanti” del 2009, regolata dalla legge 102/2009.

Gli appellanti sono due cittadini extracomunitari, entrambi di orgine marocchina. Uno dei due è titolare di carta di soggiorno, invalido, e si presenta come datore di lavoro che ha chiesto di regolarizzare il rapporto di lavoro instaurato con il connazionale. Ma la “regolarizzazione” è stata rifiutata.

Il presunto datore di lavoro, aveva presentato la domanda per due badanti, avvalendosi della previsione di cui all’art. 1-ter, comma 6, che appunto ammetteva la regolarizzazione di due unità (anziché un sola) qualora si trattasse di badanti, ossia lavoratori assunti per l’assistenza a persone affette da patologie o handicap che ne limitino l’autosufficienza. Il richiedente allegava la certificazione relativa alla sua invalidità nella misura del 75%.

Ma dopo alcuni accertamenti, anche tramite “sommarie informazioni testimoniali”, l'ufficio immigrazione comunicava agli interessati il preavviso di rigetto perchè effettivamente l'orario di lavoro non superava le 20 ore settimanali, che erano il minimo per poter presentare regolarizzare una posizione lavorativa di questo genere.

Dopo il ricorso al Tar, che è stato respinto, i due si sono rivolti al Consiglio di Stato che ha confermato quanto stabilito precedentemente perchè “la emersione non è la costituzione di un rapporto di lavoro nuovo, ma solamente la regolarizzazione di un rapporto già esistente, ferme restandone le caratteristiche essenziali. In altre parole l’emersione presuppone che fra le parti (le stesse parti) vi fosse già un vero e proprio contratto di lavoro subordinato con gli stessi caratteri di continuità e stabilità che avrà il rapporto regolarizzato.

Inoltre il contratto collettivo nazionale del collaboratore domestico prevede che “l'orario lavorativo non è inferiore a quello stabilito dall'articolo... [venti ore settimanali]“. Anche per questo la sentenza della Consiglio di Stato ha deciso di rigettare il ricorso.

http://www.immigrazione.biz/img/ico_allegato.gifVedi la sentenza n. 2044 del 5 aprile 2012 del Consiglio di Stato

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Lunedì, 30 Aprile 2012 - a.p.


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