Tasse universitarie, studenti stranieri pagheranno di più
Spending review fatale per i fuori corso e per gli immigrati - La crisi economica europea ha coinvolto tanti Paesi che fino a qualche tempo fa sembravano insospettabili: Grecia e Spagna fra tutti. L’Italia è stata colpita solo in parte e per evitare altre inutili e dolorose manovre finanziare il Governo ha varato le nuove disposizioni sulla revisione della spesa pubblica.
Il 5 luglio 2012 è una data da ricordare, perché è il giorno in cui il Consiglio dei Ministri ha approvato queste nuove norme che porteranno anche ad una liberalizzazione delle tasse e dei contributi universitari, andando a modificare radicalmente il Decreto del Presidente della Repubblica n° 306 del 1997, che disciplina le norme in merito ai contributi studenteschi nelle università.
Saranno proprio gli studenti stranieri che più di tutti soffriranno di questa manovra. I calcoli del Governo sono chiari: spremere gli immigrati a pagare più tasse universitarie. Infatti sarebbe 20% il limite tra il “rapporto fra l’intero ammontare dei contributi e delle tasse universitarie e l’annuale assegnazione di fondi ministeriali”. Del limite saranno coinvolti solo i “cittadini italiani che risultano essere in corso”.
Da ciò deriva che gli Atenei potranno innalzare liberamente e senza alcun limite le tasse universitarie destinate agli studenti fuori corso e naturalmente agli studenti cittadini stranieri. Le tasse universitarie in Italia sono già tra le più care d’Europa e una ulteriore tassazione relativa alla sola nazionalità, sembra in odore di “discriminazione”.
Sabato, 14 Luglio 2012 - a.p.
