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Analisi dettagliata sulle modifiche che riguardano lo sfruttamento del lavoro nero

Saranno più gravi le sanzioni amministrative e i risvolti penali per i datori di lavoro - Il nuovo decreto legislativo n. 109 del 16 luglio 2012 ha introdotto importanti novità nell'ambito dello sfruttamento del lavoro nero. In particolare sono state introdotte sanzioni e provvedimenti più severi nei confronti dei datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare.

Il decreto andrà a modificare sensibilmente il Testo unico sull'immigrazione, in particolare l'art. 22 e l'art. 24 e sarà modificato anche l'art. 5, introducendo una “disposizione transitoria finalizzata all'emersione di rapporti di lavoro irregolare”.

Modifiche art. 22 (Lavoro subordinato a tempo determinato e indeterminato)
Il datore di lavoro che intende assumere un cittadino straniero residente all'estero deve presentare la documentazione necessaria (richiesta nominativa, sistemazione alloggiativa, proposta di contratto di soggiorno, dell’impegno al pagamento spese di ritorno dello straniero nel Paese di provenienza, dichiarazione di impegno a comunicare ogni variazione concernente il rapporto di lavoro) allo Sportello unico per l’immigrazione della provincia di residenza.

Comma 5-bis
Con l'introduzione del comma 5-bis, ci saranno maggiori restrizioni per i datori di lavoro. Infatti non potranno presentare domanda di nulla osta, i datori di lavoro che negli ultimi 5 anni abbiano riportato, una condanna in sede penale che riguarda il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina verso l'Italia e dell'immigrazione clandestina dall'Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite, l'intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e l'impiego alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno.

In questo caso, la circolare n. 6410 del 27 luglio 2012 del Ministero dell'Interno, indica alle Questure che per il rilascio del nulla osta al lavoro, dovranno controllare i requisiti non solo del lavoratore, ma anche del datore di lavoro.

Comma 5-ter
Con l'introduzione del comma 5-ter, la Questura dovrà rifiutare il rilascio del nulla osta o revocarlo nei casi in cui, la domanda di presentazione contenga documentazione ottenuta mediante frode o sia stata falsificata, oppure nel caso in cui lo straniero non di rechi nel termine di otto giorni allo Sportello unico per la firma del contratto (tranne nei casi in cui il ritardo sia dipeso da causa di forza maggiore. La revoca dovrà essere comunicata al Ministero.

Comma 12-bis

Il comma 12 dell'art. 22 del testo unico specifica che “Il datore di lavoro che occupa alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno previsto dal presente articolo, ovvero il cui permesso sia scaduto e del quale non sia stato chiesto, nei termini di legge, il rinnovo, revocato o annullato, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di 5000 euro per ogni lavoratore impiegato”.
Il nuovo comma 12-bis introduce delle aggravanti nell'ipotesi in cui il datore di lavoro impieghi stranieri senza permesso di soggiorno, e nel caso specifico:
a) se i lavoratori occupati sono in numero superiore a tre;
b) se i lavoratori occupati sono minori in eta' non lavorativa;
c) se i lavoratori occupati sono sottoposti alle altre condizioni lavorative di particolare sfruttamento di cui al terzo comma dell'articolo 603-bis del codice penale.

Se il datore di lavoro si trova in uno di questi casi, lo straniero che denuncia il proprio datore di lavoro (comma 12-quater) e collabora con le autorità nel procedimento penale contro di esso (comma 12-quinquies), potrà ottenere una nuova tipologia di permesso di soggiorno umanitario, definito con la dicitura UMAN 5 – sfruttamento ambito lavorativo articolo 22 TUI.
Con il comma 12-ter, il datore di lavoro dovrà anche pagare una sanzione amministrativa accessoria che riguarda il costo medio di rimpatrio del lavoratore straniero assunto illegalmente.

Comma 7
Verrà infine eliminato definitivamente perchè riguardava le sanzioni amministrative (da 500 a 2.500 euro) nel caso in cui il datore di lavoro ometteva di comunicare allo sportello unico per l’immigrazione qualunque variazione del rapporto di lavoro intervenuto con lo straniero, perchè sono state introdotte sanzioni amministrative più gravi a fronte della violazione di questo obbligo di comunicazione.  

Modifiche art. 24 (Lavoro stagionale)

Con l'introduzione dei commi 5-bis e 5-ter la volontà è quella di estendere le previsioni in materia di rifiuto e di revoca del nulla osta al lavoro anche al lavoro subordinato di tipo stagionale.

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Lunedì, 30 Luglio 2012 - a.p.


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