Nuovo DDL contro l'mmigrazione illegale e blocco navale
Provvedimento del Consiglio dei ministri - Il Consiglio dei Ministri ha approvato una bozza di disegno di legge che introduce un pacchetto di misure in materia di immigrazione e protezione internazionale. Il testo, ancora suscettibile di modifiche, punta a rafforzare i poteri dello Stato nella gestione dei flussi migratori, irrigidendo al tempo stesso le condizioni per l’accesso alla protezione e ai benefici connessi.
Tra le novità più rilevanti figura la possibilità per il Governo di vietare temporaneamente l’ingresso di navi nelle acque territoriali italiane in presenza di una grave minaccia per l’ordine o la sicurezza nazionale, di rischi legati al terrorismo o in caso di pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione dei confini. Il divieto potrà durare da un minimo di un mese fino a un massimo di sei mesi. Per chi violerà il provvedimento sono previste sanzioni fino a 50mila euro e, in caso di reiterazione, la confisca dell’imbarcazione.
Il disegno di legge prevede inoltre l’istituzione di un sistema di sorveglianza integrata sulle rotte migratorie, con un rafforzamento della cooperazione con le agenzie europee, in particolare Frontex, per il controllo delle frontiere marittime e terrestri.
Sul fronte dell’asilo, vengono disciplinate in modo più dettagliato le modalità di trattenimento dello straniero durante l’esame della domanda di protezione.
Si ampliano anche i casi in cui il giudice, con sentenza di condanna, può disporre l’espulsione o l’allontanamento dello straniero detenuto attraverso una procedura accelerata.
Procedure accelerate saranno applicate anche presso i valichi di frontiera e nelle zone di transito, consentendo l’allontanamento immediato dei cittadini provenienti da Paesi considerati sicuri o di coloro che presentano domande manifestamente infondate.
Per quanto riguarda la protezione complementare, vengono introdotte quattro condizioni cumulative: almeno cinque anni di soggiorno regolare, conoscenza certificata della lingua italiana, disponibilità di un alloggio conforme ai requisiti igienico-sanitari e adeguate risorse economiche, analoghe a quelle richieste per i ricongiungimenti familiari.
Proprio in materia di ricongiungimenti, il testo prevede criteri più stringenti per l’identificazione dei familiari aventi diritto, con l’obiettivo dichiarato di limitare abusi e riservare i benefici ai casi di effettiva vulnerabilità e mancanza di sostegno nel Paese d’origine.
Le prestazioni di accoglienza saranno condizionate alla permanenza effettiva del richiedente nel centro assegnato: la violazione delle regole di convivenza o la disponibilità di mezzi economici sufficienti comporteranno la revoca immediata delle misure di accoglienza.
Infine, vengono inasprite le sanzioni per l’inosservanza degli ordini di allontanamento e rafforzati i poteri della polizia giudiziaria per l’identificazione degli stranieri che occultano la propria identità o nazionalità.
Il provvedimento si inserisce nel più ampio quadro europeo. Il Parlamento europeo, con una risoluzione legislativa del 10 febbraio 2026, ha infatti modificato in prima lettura il regolamento (UE) 2024/1348 introducendo un elenco comune di Paesi di origine sicuri a livello dell’Unione. Tra questi figurano Kosovo, Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Marocco e Tunisia. La classificazione come “Paese sicuro” consente l’applicazione di procedure accelerate per l’esame delle domande di protezione.
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 10 febbraio 2026
Giovedì, 12 Febbraio 2026 - a.p.