Migranti, controlli e procedure accelerate anche al Nord
Decreto del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi - I migranti che arrivano sulle coste del sud Italia potranno essere trasferiti anche in alcune province del centro e del nord per svolgere più rapidamente i controlli sulle loro richieste di asilo.
La misura è prevista dal decreto del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 184 del 10 agosto 2026.
Il provvedimento individua le province che dovranno occuparsi delle verifiche sui migranti arrivati soprattutto attraverso le rotte del Mediterraneo.
L'obiettivo è evitare che tutte le procedure si concentrino nelle zone del sud maggiormente interessate dagli sbarchi.
Una volta trasferiti, i migranti potranno essere ospitati in strutture di accoglienza dove verranno effettuati i controlli necessari per stabilire la loro situazione.
In particolare, saranno verificate l'identità, la nazionalità e le ragioni per cui viene richiesta la protezione internazionale.
Per alcune categorie sono previste procedure accelerate, che permettono di arrivare più rapidamente a una decisione.
Questo non significa, però, che chi viene trasferito al nord sia automaticamente considerato senza diritto all'asilo.
Una parte importante delle nuove procedure riguarda le persone provenienti dai cosiddetti Paesi di origine sicuri.
La provenienza da uno di questi Paesi non impedisce di presentare una richiesta di asilo. La domanda deve comunque essere esaminata.
Se però, dopo le verifiche, le autorità stabiliscono che non esistono i presupposti per ottenere la protezione e non ci sono altri motivi per rimanere in Italia, possono essere avviate le procedure per il rimpatrio.
Le procedure accelerate non devono necessariamente essere svolte in regime di trattenimento.
In alcuni casi il migrante potrà rimanere in una struttura di accoglienza mentre vengono completati gli accertamenti e viene esaminata la sua domanda.
Il trasferimento in una struttura del nord, quindi, non significa di per sé che la persona sia già stata espulsa o che non possa chiedere asilo.
Il decreto in questione riguarda anche i valichi di frontiera esterni dello spazio Schengen, cioè i punti di ingresso nell'area Schengen provenendo da Paesi che non ne fanno parte.
Tra questi ci sono gli aeroporti italiani utilizzati per i collegamenti con Paesi esterni allo spazio Schengen.
La nuova organizzazione punta quindi a distribuire meglio i controlli e a rendere più veloci le procedure.
Mercoledì, 19 Agosto 2026 - a.p.