Firenze, nuova ordinanza contro lavavetri
Il sindaco ci riprova, questa volta correggendo la formulazione. - S’intitola «Tutela dell'incolumità pubblica nelle strade cittadine e agli incroci semaforici» la nuova ordinanza firmata da Leonardo Domenici, primo cittadino di Firenze, che servirà a tenere lontani i lavavetri dagli automobilisti. L’ordinanza, che sostituisce quella del 25 agosto, stabilisce che fino al 30 ottobre 2007 è fatto divieto alle persone «nelle strade cittadine e agli incroci semaforici, di avvicinarsi agli automobilisti, durante talune fasi della circolazione, per offrire attività di pulizia vetri o fari dell'automezzo e aspettarsi, in conseguenza, l'elargizione di denaro». Chi contravviene a tali disposizioni sarà punibile «ai sensi dell'art. 650 del codice penale, e con il sequestro delle attrezzature utilizzate durante la tenuta dei comportamenti di cui al punto 2». Il compito di far osservare la nuova ordinanza spetterà «agli agenti ed ufficiali di polizia giudiziaria».
Scompare la dicitura “lavavetri”
L’ordinanza è «contingibile e urgente» e fa riferimento anche alla precedente, che ha scatenato diverse polemiche, nel passo in cui si valutano positivamente i suoi effetti: «è stato constatato l'immediato conseguimento della finalità di tutela della pubblica incolumità che ne ha costituito il fondamento». Nel testo però è stato depennato il riferimento al «mestiere girovago di lavavetri», che aveva determinato la richiesta di archiviazione delle denunce da parte della procura di Firenze. Questi diventano generiche «persone che si avvicinano agli automobilisti».
Le giustificazioni: mettono a repentaglio l’incolumità pubblica
Il provvedimento viene giustificato perché «negli ultimi tempi, nelle attività sopra descritte, si sono registrati comportamenti in casi sempre più numerosi, documentatati negli atti degli uffici competenti e citati dalla cronaca locale, che hanno generato situazioni tali da mettere a repentaglio l'incolumità pubblica», e che «l'attività di pulizia vetri o fari dell'automezzo non è più semplicemente offerta, ma di fatto svolta senza alcuna richiesta, talora anche a fronte di un esplicito rifiuto da parte dello stesso automobilista», e che «tali comportamenti assumono la forma dell'insistenza anche ripetuta accompagnata dal materiale inizio di alcune attività sul veicolo stesso (ad esempio con l'appoggio di attrezzatura varia sul veicolo e l'alterazione di dotazioni dello stesso come il sollevamento del tergicristallo)». Tali comportamenti «hanno ingenerato negli automobilisti una preventiva preoccupazione generalizzata».
Il Comune offre percorsi di inclusone
Infine, la nuova ordinanza contempla «lo stato di bisogno» in cui spesso possono trovarsi le persone che svolgono l'attività vietata dal provvedimento e sottolinea che l'amministrazione comunale «offre numerosi percorsi di inclusione sociale e di sostegno della marginalità che, assorbendo una consistente parte del bilancio comunale, costituiscono un valido strumento di superamento delle situazioni di bisogno e marginalità di questi cittadini, anche attraverso progettualità specifiche».
Il procuratore di Firenze: leggeremo la nuova ordinanza
A un giorno dalla sua richiesta di archiviazione delle denunce fatte in seguito alla prima ordinanza “anti-lavavetri”, il procuratore capo di Firenze Ubaldo Nannucci ha dichiarato che valuterà la formulazione di questa nuova ordinanza. Rispetto a quella del 27 agosto, che si richiamava all'articolo 650 del codice penale, Nannucci aveva fatto notare la difficile «praticabilità del sequestro in via amministrativa degli oggetti utilizzati da chi lava i vetri in strada», posto che la sanzione penale «è praticamente inapplicabile specie nei confronti di persone senza fissa dimora». E soprattutto motivava il non luogo a procedere in quanto «il mestiere girovago di lavavetri è previsto dalla legge come illecito amministrativo e per il principio di specialità non può essere oggetto di illecito penale».
Martedì, 11 Settembre 2007 - unita.it