Stranieri, aumentano i ricongiungimenti
Fra le storie c’è anche il caso della colombiana, che una volta diventata italiana, ha portato con sé dieci parenti - Il caso simbolo è quello della donna colombiana che diventa cittadina italiana e chiama a sé, in Trentino, dieci parenti. Per loro il permesso di soggiorno e pressoché immeditato come per tutti i parenti di italiani fino al quarto grado.
E così in questi anni con l’aumento degli stranieri presenti sul territorio italiano aumento anche i ricongiungimenti e quindi l’arrivo di nuovi stranieri. Una massa di persone che riempie di lavoro l’ufficio stranieri della questura - dove ogni giorno vengono trattare più di 2.000 domande di vario tipo - e quelli del Cinformi.
Per cercare di migliorare il servizio e di evitare trasferte inutili per gli immigrati, da ieri è attivo un servizio on line per i permessi di soggiorno. «Ci sono persone che vengono diverse volte a chiedere informazioni sull’iter - ha spiegato ieri nel corso di una conferenza stampa la dirigente dell’ufficio stranieri Anna Schiralli - e noi, non possiamo mai dare date certe.
Ora, grazie a questo progetto, l’immigrato può consultare il sito internet di Cinformi (www.cinformi.it) e cliccando su «è pronto il permesso» si può sapere se il permesso è pronto o meno. È sufficiente inserire un codice e si possono avere tutti i dati. In questo modo si eviteranno trasferte inutili verso le questure e i commissariati». I tempi per avere il permesso di soggiorno non sono definiti. Si passa dalle poste e dopo circa tre mesi si viene chiamati in questura per le impronte.
Tutto viene quindi trasmesso alla Zecca che deve materialmente fare il permesso. Ma nessuno può dire che il permesso sarà sicuramente pronto per una certa data. Adesso internet potrà evitare complicazioni.
Per avere un’idea sul fenomeno stranieri in Trentino, sono 25 mila gli extracomunitari regolari e fra i 3 e i 4 mila quelli irregolari. 20 mila le pratiche che passano annualmente dall’ufficio stranieri, 5 mila i permessi di soggiorno ancora inevasi e 1.900 quelli che ancora non sono stati ritirati da chi ne ha diritto. Fra questi probabilmente ci sono anche molti intestati ai neo comunitari come ad esempio rumeni che ora non ne hanno più bisogno.
Ogni anno arrivano in media 3 mila nuovi stranieri: metà per il lavoro, metà attraverso i ricongiungimenti famigliari. «Il Cinformi - ha spiegato ieri un dirigente del servizio, Pierluigi La Spada - resta a disposizione degli immigrati per aiutarli e anche per consultare l’andamento delle loro pratiche. A breve il servizio sarà disponibile non solo nelle sedi Cinformi di Trento e Rovereto ma anche nei centri per l’impiego.
Non solo. La Provincia, a livello di sperimentazione, sta valutando il passaggio delle competenze sul tema dell’immigrazione agli enti locali in modo da snellire le pratiche grazie anche ad un passaggio diretto fra gli uffici provinciali e la questura». Intanto il nuovo servizio on line è uno dei passi per venire incontro anche alle esigenze degli immigrati in Trentino.
Mercoledì, 31 Ottobre 2007 - espresso.repubblica.it