Cittadinanza, Sarubbi e Granata: 'Ora un passo avanti'
'Invitiamo le forze politiche di buona volontà a ripartire dalla nostra proposta' - "Siamo soddisfatti di aver contribuito a riportare il tema della cittadinanza al centro del dibattito politico. Adesso, però, chiediamo un passo in avanti: l’adozione della nostra proposta di legge come testo base, per arrivare insieme ad una soluzione condivisa". Lo affermano Andrea Sarubbi (Pd) e Fabio Granata (Pdl), promotori di un testo bipartisan sulla riforma della cittadinanza, firmato da 50 deputati appartenenti a gruppi parlamentari diversi: Popolo delle libertà, Partito democratico, Unione di centro e Italia dei valori.
"Dall’inizio della legislatura – spiegano i due parlamentari – si è avviato un confronto in Commissione Affari Costituzionali, ma finora è prevalsa la logica dei blocchi contrapposti: lo testimoniano i resoconti dei dibattiti svoltisi, che ogni cittadino può consultare sul sito della Camera, e lo conferma la difficoltà fino a questo momento di adottare un testo base su cui avviare la discussione parlamentare. Ecco perché invitiamo le forze politiche di buona volontà a ripartire dalla nostra proposta: un testo certamente perfettibile, ma frutto di una seria ed onesta ricerca di condivisione; una prova di dialogo, insomma, in un momento in cui i toni della politica italiana appaiono particolarmente accesi".
"Secondo i canoni vigenti – concludono Sarubbi e Granata, primi firmatari della pdl 2670 – il nostro testo ha l’imperdonabile difetto di non essere automaticamente riconducibile, in via esclusiva, a nessuna forza politica: nessuno, insomma, può dire che si tratti della proposta del Pd, del Pdl, dell’Udc o dell’Idv. Ma è proprio questa, a nostro parere, la sua forza più grande: un testo condiviso (magari non perfetto, ripetiamo, ma già sottoscritto da decine di parlamentari di diverse provenienze) ci appare infatti un ingrediente essenziale per la creazione di un clima costruttivo e per l’avvio di una discussione proficua su un tema così importante per il futuro del Paese".
Venerdì, 9 Ottobre 2009 - a.p.