Ancora polemiche sulla chiusura degli uffici Unchr in Libia
Attacco dell’Idv, del Pd e del parlamento UE alla decisione libica - Riamane alta la tensione diplomatica tra la Libia e l’Europa per la forzata chiusura dell’ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite a Tripoli. Niente vigilanza, nessun comunicato, nessuna spiegazione. Solo un cartello scritto in inglese ed arabo ad indicare l’immediata chiusura della palazzina di qualche giorno fa. “E' un atto gravissimo cui l'Italia non puo' assistere indifferente – spiega il presidente vicario del gruppo Idv alla Camera Fabio Evangelisti - anche perche' la vicenda riguarda i flussi migratori che toccano il nostro Paese''. E’ stato inoltre chiesto a gran voce al Ministro degli Esteri Frattini di intervenire ed al Governo di ''rivedere immediatamente i termini dell'accordo Italia-Libia sull'immigrazione. “Senza l'Onu, non ci sono le adeguate garanzie per i migranti''.
Anche il Partito Democratico si schiera a favore di quelli che vorrebbero la riapertura immediata della sede dell’Unhcr in Libia. "Il Governo italiano - chiede Dario Franceschini - intervenga immediatamente con tutti gli strumenti a sua disposizione al fine di ottenere la riapertura immediata della sede dell'Unhcr a Tripoli, anche in considerazione del fatto che le recenti scelte in materia di politiche dell'immigrazione sono state assunte sulla base del ruolo strategico attribuito a questo organismo nella difesa dei diritti dei migranti e dei richiedenti asilo. Il nostro Paese ha, dunque, una responsabilità enorme e non può in alcun modo chiudere gli occhi: in gioco ci sono i diritti di centinaia di persone che ora probabilmente fuggiranno senza meta non sentendosi più protette e la cui difesa non può essere in nessun modo appaltata dal Governo italiano alla Libia".
Dure critiche anche dai parlamentari europei degli altri paesi dell’UE. Hanno considerato come “illegale” ed un “sopruso” la prematura chiusura dell’ufficio dell’Unhcr, facendo altresì notare come negativo possa essere l’impatto di questa situazione nei confronti dei rifugiati o richiedenti asilo presenti sul territorio libico.
Giovedì, 10 Giugno 2010 - a.p.