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E' reato tagliare i capelli alla figlia con la forza

Secondo i giudici sarebbe una dimostrazione della propria autorità sul minore - Una donna nigeriana si era vista confermare dal G.I.P. del Tribunale di Macerata la condanna secondo la quale l'aveva dichiarata colpevole del "reato di abuso di mezzi di correzione o di disciplina ex art. 571 c.p.", nei confronti della figlia. Quest'ultima era stata "aggredita verbalmente" e aveva presentava "segni di percosse alle gambe e ferite sul cuoio capelluto", dovuto al taglio dei capelli con forbici da cucina.

Nel ricorso la cittadina proveniente dalla Nigeria aveva fatto leva sulla mancanza del requisito dell'abitualità, essendo un caso "meramente casuale" ed era un episodio che si doveva vedere come un normale incidente tra genitore e figlia.

Ma i giudice della Corte di Cassazione non hanno voluto sentire nessuna scusa. L'atto di violenza, seppur ristretto ad un solo episodio, si può tranquillamente configurare come un abuso "di minima valenza fisica o morale", anche se si ha la reale "intenzione correttiva o disciplinare" della figlia.

Neanche il contesto culturale di provenienza, sicuramente diverso dal nostro, ha saputo far decidere i giudici diversamente, anche perchè aveva continuato "nelle sue operazioni particolarmente pericolose, proprio per affermare la propria autorità sulla piccola, abusando dei mezzi di correzione e disciplina".

Vedi la sentenza n. 11251 del 22 marzo 2011 della Corte di Cassazione


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Lunedì, 13 Giugno 2011 - a.p.


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