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La maggior parte degli stranieri arriva dall’Europa non comunitaria, segue la comunità africana quindi gli asiatici

Permessi di soggiorno, aumento record - In Trentino più 15 per cento, quasi tutti per lavoro subordinato La classe di età più numerosa è quella fra i 30 e i 34 anni, pochi gli anziani

TRENTO. Il Trentino Alto Adige è leader in Italia per l’aumento percentuale dei permessi di soggiorno rilasciati agli immigrati. Secondo i dati dell’Istat diffusi ieri a Roma, nel 2005 i permessi sono infatti cresciuti del 19,6% rispetto al 2004. Subito dopo viene il Veneto con un più 19,5%. Guardando alle due province autonome, Trento registra un +15,8% mentre Bolzano si attesta sul +23,3%. Un balzo in avanti determinato, con tutta probabilità, sia dall’arrivo notevole di lavoratori stagionali che dai ricongiungimenti familiari (+28,3% in regione; +32,1% a Trento; +24,1% a Bolzano).

Nel 2005 i permessi in regione erano 52634 di cui 25239 in provincia di Trento e 27395 a Bolzano. Di questi, due anni fa, in regione ne sono stati concessi 7053 (2831 a Trento; 4222 in Alto Adige). “Mi piace pensare - dice Pierluigi La Spada, coordinatore del Cinformi - che questi dati siano dovuti anche all’efficace lavoro che si sta facendo in provincia per il rilascio dei permessi rispetto ad altre regioni in cui i tempi sono più lunghi”. In Italia i permessi sono aumentati mediamente, sempre nel 2005 a confronto dell’anno precedente, del 2,6%. L’area a forte crescita è il nord est (+16,4%), segue il nord ovest (+5,6%).

Il resto del Paese è invece in controtendenza: -4,6% al centro, -14,6% al sud, -13,3% sulle isole. Tornando al Trentino, dei 25239 permessi “presenti” nel 2005, 15339 erano per lavoro (+11% sul 2004). Di questi, la stragrande maggioranza, 13606, per lavoro subordinato, 1215 per gli “autonomi” e 518 a chi era alla ricerca di un lavoro.

In forte aumento, 8468 in tutto, i permessi per ricongiungimento familiare. In 45 casi il permesso è stato rilasciato per motivi religiosi, 304 sono le “residenze elettive” (visto che si da quando un immigrato è in grado di mantenersi senza lavorare ed è quindi titolare di rendite, vitalizi, pensione) Ancora, 659 i permessi di studio, 39 quelli per turismo, 60 per asilo e 28 per la richiesta dell’asilo.

Sotto la voce “altro” sono registrati ulteriori 297 permessi. Del totale dei permessi, nel 2005 erano più gli uomini che le donne ad averne uno in tasca: 13019 a 12220. Di più gli sposati (15420) che i celibi o nubili (8568). La maggioranza degli stranieri proveniva dall’Europa extra Unione Europea (16567). A distanza gli africani (4655), gli asiatici (1968) e gli americani del nord e del sud (2036).

Sempre secondo i dati Istat, la classe maggiormente rappresentata è quella che va dai 30 ai 34 anni (4310 individui) mentre la meno numerosa si registra tra i 60 e i 64 anni (erano 373 nel 2005 ad avere il permesso). Intanto, domani o al più tardi la prossima settimana arriverà in Consiglio dei ministri il disegno di legge delega di riforma della legge sull’immigrazione. Il cammino si annuncia parecchio lungo. Infatti, per cambiare l’attuale Bossi/Fini il testo governativo andrà all’esame del Parlamento.

Se passerà, entro un anno dall’entrata in vigore della legge il governo dovrà emanare un decreto legislativo di modifica del testo unico sull’immigrazione. Poi, un altro anno di tempo per un decreto che coordini le nuove norme con quelle già esistenti e due anni per adottare “disposizioni correttive e integrative”.

(12 aprile 2007

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Giovedì, 12 Aprile 2007 - Trentino


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