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Immigrazione e integrazione - In quattromila già pronti per il voto

Sono gli extracomunitari che con il nuovo ddl andranno alle urne - Soddisfazione in città per gli adeguamenti approvati con il disegno di legge delega.

Saranno almeno 4.000 gli stranieri extracomunitari che a Prato, in base alle stime elaborate dal Comune, avranno diritto di voto alle elezioni amministrative in base al nuovo disegno di legge delega approvato martedì e che apporta cambiamenti alla Bossi-Fini. Norme che vengono accolte a Prato con soddisfazione anche perché vanno a rispondere a tutta una serie di problematiche sollevate dal distretto.

Per il presidente della commissione consiliare “Politiche sociali e formative” Luciano Bartolotti «E’ evidente il contributo dato dalla nostra città al ddl sull’immigrazione, frutto dell’esperienza maturata negli anni, vivendo a contatto ogni giorno con le problematiche dell’immigrazione. Ci sono diversi aspetti da chiarire e approfondire, ma giudichiamo positivamente che ai Comuni e agli enti locali sia riconusciuto un ruolo maggiore».

Una valutazione maturata ancor prima che il Governo, varasse il disegno di legge delega sull’immigrazione. La commissione consiliare ha infatti dedicato lunedì scorso, alla presenza dell’assessore Andrea Frattani, una intera seduta all’esame della bozza del ddl.

Fra le novità introdotte anche il riconoscimento del diritto di voto nelle elezioni amministrative (provinciali e comunali) agli stranieri titolari del cosiddetto “permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo” (l’ex carta di lungo soggiorno), titolo che si ottiene dopo 5 anni di permanenza continuativa sul territorio nazionale, situazione reddituale adeguata (non inferiore all’importo dell’assegno sociale, 5000 euro) e stabile, nessuna pericolosità per l’ordine pubblico e la sicurezza. Per Prato (territorio comunale) una prima stima degli aventi diritto, ricavata dalla discussione in commissione, e calcolata solo sui residenti ufficiali e sulla carta di lungo soggiorno, parte da una base minima di 4.000 stranieri (esclusi tutti i comunitari), ma il numero, in proiezione della prossima scadenza amministrativa (anno 2009), è destinato a crescere. Tra le altre novità accolte positivamente la codificazione della figura e delle funzioni dei mediatori culturali, sperimentata da tempo a Prato nei rapporti con le varie comunità presenti in città, e il rilascio del permesso di soggiorno ai ragazzi stranieri che non vanno a scuola e che al compimento della maggiore età non hanno un’occupazione fissa e risultano a carico della famiglia.

Una norma che colma una lacuna del precedente articolato, che non contemplava il concetto dei “figli a carico” per gli stranieri e di fatto obbligava i neomaggiorenni non occupati al rientro nei paesi di origine. Nella legge delega comparirebbe anche un maggior ruolo dei Comuni, come richiesto nella piattaforma presentata al sottosegretario al ministero dell’Interno con delega all’immigrazione onorevole Marcella Lucidi, con funzioni non più di collaborazione ma di front-office, anche se con competenze ancora da definire.

In particolare la nuova normativa contempla una gestione più “flessibile” dei flussi di ingresso, perchè oltre al mercato del lavoro nella loro determinazione peserebbero anche le indicazioni provenienti dai Consigli territoriali per l’immigrazione istituiti presso le Prefetture. La legge delega prevede inoltre che la richiesta per l’ingresso nel territorio italiano per l’inserimento al lavoro degli stranieri, nell’ambito delle quote stabilite, possa venire anche da uno “sponsor” isituzionale (Regioni, Province autonome, enti locali, associazioni professionali, imprenditoriali e sindacali), oltre a privati. Viene poi eliminato il contratto di soggiorno, viene raddoppiata la validità del permesso di soggiorno.



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Giovedì, 26 Aprile 2007 - Il tirreno


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