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In ospedale un esercito di clandestini - Utilizzano le strutture soprattutto bambini e donne incinte.

La maggior parte proviene dalla Romania e dalla Moldavia - L´Asl 4 censisce più di 20mila stranieri irregolari bisognosi di cure Torna a crescere l´importanza dei consultori familiari, da molti anni dimenticati .

È una piccola città nella città quella degli stranieri irregolari a Torino: più di 20 mila, intercettati solo nella Asl 4, che chiedono cure o prescrizioni di farmaci o consulenza ostetrica in gravidanza. Poco meno del numero globale di residenti a Carmagnola o a Chivasso.

E stiamo parlando solo di una delle quattro Asl torinesi. Il dato emerge dal bilancio dell´attività, dal 1999 a oggi, del centro Isi (Informazione salute immigrati), uno dei quattro «ambulatori» cittadini istituiti con una legge nazionale per garantire l´assistenza sanitaria d´emergenza agli stranieri irregolari che pur non godendo di tutti i diritti hanno un punto di riferimento sanitario per l´emergenza. Al centro Isi dell´Asl4 arrivano una media di 60 stranieri bisognosi di cure ogni giorno di apertura (tre alla settimana). Si registrano, fanno una prima visita e vengono poi indirizzati ai consultori familiari e nelle pediatrie di comunità sparse per la città.

Bambini e donne incinte ne sono i principali fruitori, protagonisti della nuova ondata di immigrazione fatta per la maggior parte di ricongiungimenti familiari, per il 45 per cento provenienti dalla Romania e dalla Moldavia, per il 30 per cento dal Nord Africa, per il 15 per cento dall´Africa sub sahariana, per il 7 per cento dal Sud America, per il 3 per cento dalla Cina. Uno spaccato di realtà che sfugge alle fotografie per così dire «autorizzate» della popolazione torinese ma che viene allo scoperto attraverso un´esigenza primaria, quella di ricevere cure e assistenza nei momenti più delicati della vita come la gravidanza o la nascita o l´infanzia o la vecchiaia.

Cambia così la funzione e cresce l´importanza dei consultori da molti anni dimenticati da una politica che ha concentrato finanziamenti e attenzioni sugli ospedali e che oggi, forte anche dell´esigenza di garantire la «salute» di questa piccola città nella città, investe nuovamente in prevenzione sul territorio.

Per discutere di «Immigrazione: accoglienza e tutela della salute», si terrà oggi al Centro interculturale di corso Taranto 160 un seminario organizzato dal Team di promozione della salute dell´Asl 4 con la città. Particolarmente interessanti per comprendere le esigenze di questa fetta di popolazione sono i dati relativi all´attività dei consultori pediatrici dove i bimbi stranieri irregolari sono seguiti come il pediatra di base segue i piccoli residenti. Nel 2006 sono stati 1321, di cui solo 523 iscritti al servizio sanitario nazionale, rispetto a 580 bambini italiani che pure sono cresciuti del 35 per cento rispetto all´anno precedente.

Proprio per far fronte alla sempre maggiore richiesta e per seguire i piccoli irregolari che soffrono di gravi patologie croniche o invalidanti, l´Asl 4 ha firmato un accordo con l´ospedale Regina Margherita per l´attuazione di un progetto che istituisce una comunicazione diretta tra ospedale e consultorio. I bimbi affetti da queste gravi patologie al momento delle dimissioni dall´ospedale saranno presi in carico dai consultori e dai servizi sociali che attiveranno una forma di assistenza continua anche psicologica se necessario e a domicilio.



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Lunedì, 11 Giugno 2007 - la repubblica


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