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Cellula di Al Qaeda a Perugia, arrestati 3 maghrebini

In manette l'imam della moschea di Ponte Felcino e due dei suoi più stretti collaboratori - Individuata, nel corso di un'operazione contro il terrorismo nella provincia di Perugia, una cellula di matrice "jihadista", ritenuta vicina al movimento Al Qaeda.

In corso da questa notte, la vasta operazione ha portato all'esecuzione di quattro provvedimenti restrittivi nei confronti di altrettanti cittadini maghrebini residenti nell'area. In manette sono finiti l'imam marocchino della moschea perugina di Ponte Felcino, Korchi El Moustafa, 41 anni, e due dei suoi più stretti collaboratori, Eljari Mohamed 47 anni e Safi Kafica Driss 36 anni, che da quanto emerso dall'indagine dormivano e vivevano nella stessa moschea dove avevano una sorta di funzione di guardiani. I due, all'arrivo della polizia, si erano barricati all'interno della struttura. E' invece stato individuato all'estero il quarto cittadino marocchino ricercato. Tutti sono accusati del reato di addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale. I tre fermati verranno interrogati in giornata dal gip Nicla Flavia Restivo

Venti le persone iscritte nel registro degli indagati nei confronti delle quali la polizia ha effettuato perquisizioni domiciliari nel corso della notte acquisendo una serie di documentazioni ora al vaglio degli investigatori. In particolare nella cantina dell'abitazione dell'imam sono state sequestrate anche discrete quantità di sostanze chimiche quali acidi di varia natura, nitriti, nitrati e ferro cianuro. Secondo quanto riferito questa mattina nel corso di una conferenza stampa le sostanze rinvenute erano idonee per essere utililzzate ai fini di sperimentazione. Rinvenuti nell'hard disk sequestrato all'interno della moschea di Ponte Felcino, e in uso all'imam, anche manuali d'istruzione su come preparare ordigni di genere chimico.

Le indagini hanno consentito di documentare come gli indagati, attraverso la visione e il commento in comune di messaggi, proclami, filmati e documenti scaricati da siti internet 'protetti', svolgessero all'interno del luogo di culto e in orari e contesti estranei alle ordinarie cerimonie religiose, una laboriosa ed approfondita opera di istruzione e addestramento all'uso delle armi e alle tecniche di combattimento proprie delle azioni terroristiche nonché lezioni di lotta corpo a corpo.

I file scaricati non contengono solo messaggi propagandistici, mostrati tra l'altro anche ad alcuni bambini frequentatori della moschea, ma minuziose indicazioni per la realizzazione di atti di terrorismo come i documenti riguardanti la preparazione e l'uso di sostanze velenose o di materiali esplosivi, le istruzioni dirette all'aspirante 'mujihaid' per raggiungere le zone di conflitto in modo sicuro, per inviare messaggi criptati in rete e perfino, dettaglio particolarmente allarmante, per guidare un Boeing 747.

Nel contesto dell'attività addestrative sono state tenute lezioni di combattimento corpo a corpo, che hanno riguardato non solo pratiche di autodifesa ma anche tecniche di agguato e uccisione. Fatti che, secondo gli inqurineti, ''sono avvenuti a Perugia dall'ottobre 2006 al luglio 2007, in un caso solo dal dicembre 2006 al febbraio 2007".

Secondo quanto dichirato dal Prefetto Carlo De Stefano, direttore dell'Ucigos, ''dai servizi di osservazione effettuati nei pressi dei centri di aggregazione si aveva modo di appurare che nella moschea di Ponte Felcino di Perugia gli imam facevano sermoni che incitavano i fedeli a combattere la guerra santa''.



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Sabato, 21 Luglio 2007 - adnkronos.com


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