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Rischia fino a 8 anni chi sfrutta sul lavoro Chiunque assume lavoratori o ne organizza l'attività sottoponendoli a un grave sfruttamento con violenze o minacce

I datori di lavoro o i caporali, che sottopongono i lavoratori alle loro dipendenze a gravi forme di sfruttamento, con violenze o minacce, potranno essere punti con pene da 3 a 8 anni. - Lo prevede il nuovo testo del disegno di legge 1201, messo a punto dalle commissioni Affari costituzionali e e Lavoro del Senato. Arresto da 3 mesi a un anno e ammenda, invece, per chi assume immigrati irregolari. Il relatore Massimo Livi Bacci ha annunciato che saranno previste esenzioni per chi ha alle proprie dipendenze colf e badanti ROMA - Chiunque assume lavoratori o ne organizza l'attività sottoponendoli a un grave sfruttamento con violenze o minacce, e li costringe a condizioni lavorative caratterizzate da gravi violazioni dei contratti e della legge, oppure li sottopone a trattamenti gravemente degradanti, è punito “con la reclusione da tre a otto anni e con una multa pari a 9.000 euro per ogni persona occupata�. La pena aumentata se tra gli occupati vi sono minorenni. E' la nuova stesura del disegno di legge 1201 messo a punto nella seduta congiunta delle Commissioni Affari Costituzionali e Lavoro, e illustrato dal relatore Massimo Livi Bacci (Ulivo). L'articolo 2 fissa le sanzioni nei confronti dei datori di lavoro che occupano stranieri irregolari e prevede l'arresto da tre mesi a un anno ed un'ammenda per ogni lavoratore impiegato. Livi Bacci ha annunciato che, in fase di emendamenti, saranno previste esenzioni da queste sanzioni nei confronti di collaborazioni domestiche o nei casi di assistenza e cura di non autosufficienti. Il nuovo testo prevede poi che il luogo di lavoro in cui si verifica lo sfruttamento possa essere sottoposto a sequestro preventivo. Nei confronti dell'impresa viene stabilita l'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per un anno e viene decisa la perdita del diritto di beneficiare di qualsiasi agevolazione, finanziamento, premio o restituzione o sostegno regionale. In caso di occupazione di almeno tre stranieri irregolari viene prevista la sospensione dell'attività produttiva per un mese, escluse quelle che riguardano cicli biologici agricoli o allevamento del bestiame. Il senatore Tibaldi (Verdi-Comunisti italiani) ha sottolineato che l'impianto complessivo della disciplina è incentrato sulle violazioni commesse dai datori di lavoro nel campo agricolo, imprenditoriale o commerciale. Ora nelle commissioni sarà avviato il confronto su ulteriori modifiche, per poi arrivare al passaggio in aula. Intanto ieri a Ginevra il ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero e il direttore generale dell'Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim), Brunson McKinley no parlato della regolarizzazione degli immigrati e dei flussi di rimesse. Durante l'incontro è stata affrontato il tema delle possibili collaborazioni per regolarizzare i flussi della migrazione, intervenendo "a monte nei Paesi d'origine", ha detto il ministro parlando con i giornalisti al termine dell'incontro. Sul fronte delle migrazioni, ha aggiunto Ferrero, c'è "da un lato la modifica della legge Bossi-Fini", dall'altro i rapporti bilaterali e con le organizzazioni internazionali, "l'altra gamba" di una politica delle migrazioni tesa a favorire la regolarità e a ridurre le sofferenze. Affrontato anche il tema delle rimesse dei migranti, e quindi della necessità di ridurre i costi di questi trasferimenti monetari.

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Venerdì, 23 Marzo 2007 - ansa


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